 La Protezione Civile piemontese è un esempio per tutta la Nazione. Sempre in prima linea nelle emergenze che coinvolgono il nostro territorio, viene chiamata all'estero per risolvere le situazioni più complesse, è stata la base informativa ai tempi dello Tsunami ed è stata di esempio per tutti negli interventi effettuati per i terremoti del Molise e recentemente dell'Abruzzo. Caterina ferrero è stata l'assessore regionale che, nella scorsa legislatura, ha contribuito a ideare e realizzare la riforma della Protezione Civile, capace di creare questo fiore all'occhiello della nostra Regione. C'è un po' d'orgoglio per quanto fatto? Ho semplicemente fatto il mio dovere. Sono orgogliosa di aver conosciuto e lavorato con delle persone speciali sia all'interno della struttura istituzionale che nel mondo del volontariato; persone competenti, capaci ed entusiaste della loro missione. Una vera famiglia. Talvolta capita che da eventi negativi possa nascere qualcosa di buono. È questo il caso? In effetti il Piemonte, dopo la tragica alluvione di quindici anni fa e anche quella del 2000, ha fatto di necessità virtù. L'esigenza di un'organizzazione strutturata localmente e pronta ad intervenire nelle emergenze, si è resa manifesta dopo le ferite profonde che hanno segnato il nostro territorio. Era necessaria prontezza di intervento e prevenzione costante, che solo a livello locale erano possibili. Qual è stata la svolta per il successo della Protezione Civile Piemontese? Quando, a partire proprio dal 2000, sono state decentrate le funzioni di coordinamento anche alle Regioni e alle Province. Prima l'intervento su grandi calamità era accentrato sulle Prefetture e sul Dipartimento nazionale. Come assessore ho dovuto gestire questo passaggio di consegne, è stato un periodo di scelte legislative e organizzative fondamentali. Cosa è stato fatto dalla sua amministrazione, per portare avanti questa vera e propria rivoluzione? Abbiamo adottato una legge regionale di riordino della materia e si sono trovate le risorse necessarie per rendere possibile il cambiamento. Abbiamo sensibilizzato i Comuni, spiegando che prima dei mezzi era importante il piano di Protezione Civile comunale, anche perché il sindaco è la prima autorità in questa materia. Naturalmente il modo di utilizzare le risorse è stato indirizzato. Chiaro. È così che abbiamo attrezzato le colonne mobili regionale e provinciale, abbiamo dotato Comuni e associazioni di Protezione Civile dei mezzi e delle attrezzature necessarie per gestire l'emergenza, creando anche i coordinamenti provinciali del volontariato. Si sono stretti rapporti di collaborazione con i Vigili del fuoco ed abbiamo realizzato quel vero centro di tecnologia, competenza e capacità, che è la sala operativa regionale. La Protezione Civile è cambiata molto, si è professionalizzata ed è diventata soprattutto nella nostra regione un punto di riferimento per tutti. È bastato decentrare per raggiungere questi risultati? Naturalmente no. C'è la volontà di tante persone e l'impegno quotidiano di chi opera sulle nostre terre. È innegabile che oggi si gestisca il frutto di quelle scelte e di quelle risorse: oggi la Protezione Civile si è trasformata in un sistema complesso al quale partecipano tutti i livelli istituzionali, le Forze dell'ordine, le Forze armate i Vigili del fuoco e il volontariato. Proprio in quel periodo, tuttavia, si è compreso come anche il singolo cittadino sia l'elemento fondante del sistema della Protezione Civile: le pratiche di rispetto dell'ambiente da parte di ogni piemontese, sono alla base della prevenzione per le calamità. Ha già parlato dei volontari. Qual è il loro reale apporto in questo enorme meccanismo complesso? Il volontariato è stato sempre un grande supporto per le istituzioni. quello piemontese, poi, è un esempio ed un motore di entusiasmo per tutti. Con la professionalità delle strutture regionali, i volontari sono la colonna vertebrale della nostra Protezione Civile. Colgo l'occasione per estendere a tutti i volontari piemontesi il plauso del Consiglio regionale, del quale ho l'onore di far parte e rivolgo loro il mio personale ringraziamento per quanto fatto nell'emergenza del tragico terremoto d'Abruzzo, qualche mese fa. |