 "Bocciato ancora una volta il Piano Sanitario della Bresso, punto di arrivo o di partenza da cui far decollare un nuovo modello che i cittadini piemontesi attendono e si meritano". Queste le parole del relatore del convegno, il Consigliere Regionale FI-PdL Caterina Ferrero, componente della Commissione Regionale Sanità, impegnata a fare chiarezza e pronta al confronto.
Alla serata, organizzata dall'Associazione Machiavelli, hanno partecipato il Sen. Enzo Ghigo, Coordinatore Regionale PdL, la Sen. Maria Rizzotti, componente della Commissione Sanità in Senato e l'On. Vito Bonsignore, Parlamentare Europeo. "Abbiamo già ribadito più volte la necessità di creare una grande Città della Salute come opportunità di rilancio per Torino sia in termini occupazionali che di sviluppo economico per il capoluogo e l'intero Piemonte. Oggi è, invece, fondamentale realizzare in Piemonte un nuovo Sistema Sanitario", hanno affermato Ghigo e Ferrero.
Nella serata, Caterina Ferrero ha esposto ed approfondito i punti sostanziali della sua proposta, quali: pari opportunità per tutti (il cittadino piemontese ha diritto allo stesso livello di tutela sanitaria e di qualità del servizio a prescindere da luogo di residenza, stato sociale, reddito e titolo di studio); libera scelta del luogo di cura (diritto di farsi curare nella struttura sanitaria di cui si ha fiducia); strutture piemontesi "accreditate" con un unico sistema di accreditamento fondato prevalentemente sulla qualità delle prestazioni e dei servizi erogati.
Ha sottolineato Ferrero: "Il primo passo deve essere quello di valorizzare la Medicina del Territorio attraverso la rivalutazione del ruolo dei distretti. I distretti devono diventare le sedi di erogazione dei servizi territoriali che vanno distribuiti sul territorio secondo criteri di massima accessibilità ai servizi di assistenza primaria e di massima integrazione con i servizi socio-assistenziali. Ho in mente un distretto forte, nel quale possa esplicarsi pienamente il ruolo strategico dei medici di famiglia".
"Penso, inoltre, all'istituzione di Aziende Sanitarie Locali che non gestiscano direttamente i Presidi Ospedalieri, ma che abbiano compiti di organizzazione della sanità pubblica, di supporto del territorio e controllo dell'attività specialistica e ospedaliera, e penso ad Aziende Ospedaliere all'interno delle quali confluiscano gli Ospedali della rete piemontese. L'obiettivo è quello di liberare risorse importanti da investire nella qualità e nello sviluppo tecnologico-strutturale" afferma Caterina Ferrero.
"Credo fermamente che la Sanità Piemontese abbia bisogno di essere ripensata, tenendo presente il ruolo centrale del paziente. La Sanità deve fornire servizi e prestazioni di qualità, sapendo valorizzare le risorse umane e le professionalità a disposizione, puntando così ad una Sanità d' eccellenza" ha dichiarato ancora Caterina Ferrero.
"Infine considero opportuna una piena integrazione ed una migliore razionalizzazione tra pubblico e privato. Gli obiettivi devono essere la riduzione delle liste d'attesa ed il permettere anche al pubblico di puntare all'eccellenza sanitaria", ha spiegato il Consigliere di FI-PdL.
Le idee di Caterina Ferrero sono chiare ed i progetti realistici ed attuabili, volti prevalentemente a ridurre i tempi di attesa, sia per i ricoveri ospedalieri che per le prestazioni ambulatoriali. Conferma Ferrero "è essenziale lo sviluppo del servizio delle cosiddette dimissioni precoci (country hospital) e delle dimissioni protette (RSA medicalizzate) in modo da evitare ricoveri ospedalieri inutilmente prolungati, e la garanzia di riconversione in periodi di degenza all'interno di RSA di quei ricoveri ospedalieri impropri di soggetti anziani non autosufficienti, che spesso vengono effettuati perchè troppo lunghi i tempi di attesa per trovare collocazione proprio nelle RSA".
Ha concluso Ferrero: "Razionalizzare la Sanità significa migliorare la qualità e l'appropriatezza dei servizi erogati e anche, a medio termine, realizzare economie nella spesa corrente da reinvestire nell'intero sistema". Un progetto ambizioso che vale la pena vagliare in un momento di crisi così profonda della Sanità piemontese.
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