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PIANO SANITARIO, LE FORZATURE DELLA SINISTRA

Nei giorni scorsi la Giunta regionale ha deciso di richiamare in aula il piano socio-sanitario e di convocare il Consiglio regionale a oltranza, senza che la competente Commissione ne abbia completato l'esame. Tutta l'opposizione a palazzo Lascaris ha chiesto alla Giunta di fare marcia indietro, rispetto a una forzatura che impedisce la normale procedura di approvazione di una legge regionale. 
Credo che sia forse il primo caso di richiamo in aula di un provvedimento di questa importanza. Una decisione arrogante che costringe l'opposizione a difendere il ruolo del Consiglio. 
Forzare la mano sul piano sanitario, inoltre, impedirà l'approvazione di altri importanti provvedimenti, come la scissione di Finpiemonte, che era stata sollecitata dalla stessa Giunta. Non dimentichiamo inoltre che la sinistra è in grave ritardo con la presentazione dell'assestamento di bilancio, la cui mancata approvazione prima della pausa estiva, come prevede invece lo Statuto, determinerà altri problemi al funzionamento degli uffici regionali. 
Nel contempo, restano ancora da esaminare in IV Commissione ben tre proposte di deliberazione, collegate al piano socio-sanitario, anzi contenenti i punti sostanziali della programmazione sanitaria 2006-2010, nonché l'individuazione degli ambiti delle nuove Asl. 
Ricostruendo i passaggi degli ultimi due anni, emerge chiaramente come il piano sanitario sia in clamoroso ritardo, e non certo a causa dell'opposizione. 
L'avventura è incominciata nel maggio del 2005, quando la presidente Bresso, nel discorso di investitura, promette la rapidissima approvazione del piano sociosanitario; nel gennaio 2006 la Giunta annuncia la proposta di Pssr, che viene però solo pubblicata sul sito Internet della Regione, ma non è depositata ufficialmente in Consiglio. Solo nel mese di aprile 2006 la proposta viene depositata ma, dopo le consultazioni nelle Province e a seguito delle diverse posizioni tra i partiti di maggioranza, è stata tenuta in sospeso fino allo scorso gennaio. Data in cui la Giunta ha presentato un maxi-emendamento, che ha sostanzialmente cambiato il contenuto del piano. Successivamente la stessa Giunta ha voluto dare priorità al bilancio di previsione 2007, e contemporaneamente si è proceduto all'approvazione del piano per l'edilizia sanitaria, a conferma di una posizione costruttiva dell'opposizione. Nei mesi di maggio e giugno 2007, la Commissione discute il Pssr, entrando finalmente nel merito del disegno di legge e delle tre proposte di deliberazione collegate; dal 20 al 30 giugno l'esame viene sospeso a causa del viaggio di Bresso, che ha l'interim sulla Sanità, impegnata nel viaggio in Sud America. Il 6 luglio scorso la IV Commissione approva il disegno di legge del Pssr, e inizia l'esame delle proposte di deliberazione collegate; il 10 luglio, come annunciavano da tempo le "voci di corridoio", Bresso chiede di passare il piano subito all'aula, sospendendo l'esame in Commissione e di conseguenza vengono convocate quindici sedute di Consiglio, tre al giorno. 
Insomma, è evidente come la fretta della presidente Bresso sia giustificata unicamente dal tentativo di compattare la sua riottosa maggioranza. Tuttavia non si può accettare che vengano scaricati sull'opposizione i problemi interni della sua coalizione, dal momento che il centrodestra sul piano socio-sanitario finora non ha fatto neppure un minuto di ostruzionismo.

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