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DISOCCUPATI IN CALO, MA ANCORA MOLTI GIOVANI SENZA LAVORO

Il Piemonte si piazza tra le migliori trenta Regioni europee per la disoccupazione, che è nettamente diminuita nell'arco degli ultimi dieci anni, anche se continua a presentare qualche problema, come in buona parte d'Italia per l'occupazione giovanile. E' quello che si evince dai dati diffusi da Eurostat, che ha analizzato le cifre della disoccupazione di 268 Regioni nei 27 Paesi appartenenti alla Comunità Europea. I dati sono riferiti al 2006 e occorre dire che l'Italia nel suo complesso ottiene risultati lusinghieri, a conferma che l'impegno del governo Berlusconi, con la tanto ingiustamente criticata legge Biagi, ha ottenuto risultati importanti verso il pieno impiego. Se a suo tempo si fosse completata la riforma dei meccanismi occupazionali con quella degli ammortizzatori sociali, oggi avremmo più lavoro e più garanzie. Purtroppo la riforma è stata lasciata a metà, soprattutto a causa del boicottaggio del sindacato e di buona parte della sinistra, cosicché ora lo stesso Prodi si trova tra le mani la patata bollente del welfare.
Ma torniamo ai numeri che riconoscono all'Italia ben tre piazzamenti nei primi dodici posti nella graduatoria delal più bassa disoccupazione: dopo il North Eastern Scotland, che guida la classifica, troviamo infatti la Provincia di Bolzano (2,6 %), mentre la Valle d'Aosta si piazza al 6° posto (3 %) e la Provincia di Trento all'ottavo. Fra le trenta migliori Regioni, l'Italia ne piazza ben otto, tra cui il Piemonte, battuta solo dal Regno Unito, che ne conta nove, mentre sei sono olandesi, cinque austriache, una ciascuna per la Cekia e la Danimarca. Il Piemonte, appunto, fa segnare per il 2006 una disoccupazione del 4 %, contro il 4,7 % dell'anno prima, un dato ormai allineato con le altre Regioni del nord, mentre in passato era stato sensibilmente più alto. La disoccupazione femminile continua a essere superiore a quella maschile, pari al 3,3 %, anche se si è ridotta a un ritmo più forte: è al 5,1 %, contro il 6,4 % del 2005. 
Purtroppo i primi sei mesi del 2007 hanno fatto registrare un lieve aumento della disoccupazione, passata al 4,1 %, un dato in sé non preoccupante ma che deve essere inquadrato in una forte riduzione fatta invece registrare dalle altre Regioni del nord come Lombardia, Veneto ed Emilia. C'entra qualcosa il grave ritardo della Giunta nell'erogazione di sostegni agli investimenti delle imprese? Difficile dirlo con certezza, ma indubbiamente i 600 milioni di euro fermi in Finpiemonte, anziché distribuiti alle aziende, non creano neppure un posto di lavoro!
Dalle statistiche europee si rileva che in assoluto il Paese meno gravato dalla disoccupazione è il Regno Unito: segno che una maggiore flessibilità delle regole di assunzione ottiene risultati concreti. Un elemento negativo della disoccupazione piemontese è invece costituito dall'elevata componente giovanile. Nella classe compresa tra i 15 e i 24 anni i disoccupati sono il 15,5 %. Stiamo naturalmente parlando di una quota di persone che cercano attivamente lavoro, dunque escludendo chi va a scuola o all'università. E' un dato sensibilmente alto, sia rispetto alle Regioni del nord, sia ancor più rispetto ad altre Regione europee paragonabili al Piemonte. Infatti, se vediamo la Baviera, ad esempio, ha una disoccupazione al 6,5 %, quindi più alta del Piemonte, ma tra i giovani si ferma all'8,8 %. Situazione analoga in Catalogna (disoccupazione totale al 6,6 %, giovanile al 14,7 %). Insomma, fare in modo che i giovani trovino più facilmente e più in fretta lavoro è il punto su cui concentrare le politiche per la piena occupazione del Piemonte, su cui abbiamo già fatto molta strada.

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