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UNA REGIONE CHE NON PAGA (QUASI) NESSUNO

La Giunta Bresso è immobilista per quanto riguarda il sostegno alle imprese e al mondo del lavoro. La realtà è sotto gli occhi di tutti, ma può essere confermata da molte imprese in attesa di vedere riconosciuti i finanziamenti per i quali hanno fatto domanda. Con la pubblicazione del monitoraggio finale sul bilancio 2006 la realtà emerge in modo direi drammatico: sommando tutti gli impegni relativi ai settori del lavoro e formazione, dell'industria, dell'artigianato e commercio si arriva a una somma complessiva di oltre 800 milioni di euro impegnati. Bene, di questa rilevante massa di risorse ne sono stati concretamente pagati 27 milioni, come dire il 3,3 per cento!
Occorre precisare che i fondi impegnati non corrispondono a una generica disponibilità stanziata in bilancio. Infatti, quando si decide l'impegno si è già individuato il soggetto beneficiario. Per cui queste somme prima o poi debbono essere pagate, nella quasi totalità, ma fatte salve le revoche di finanziamenti per le mancate realizzazioni di alcuni progetti. In sostanza la Regione ha impegnato 100 a favore del sistema economico regionale, ma ha pagato solo 3 in tutto il 2006. Naturalmente alle imprese quello che interessa non sono tanto le somme impegnate ma quelle che incassano davvero. 
Il monitoraggio sul bilancio 2006, reso noto pochi giorni fa dalla Giunta, è preoccupante, perché indicativo della grande sofferenza di cassa in cui si trova la Regione. Considerando i dati complessivi a fronte di 10,7 miliardi di euro impegnati ne sono stati pagati soltanto 7,6 miliardi. E' andando a vedere all'interno di questi ultimi che si scopre il peggio: e cioè che la stragrande maggioranza dei fondi sono spese obbligatorie o di parte corrente, attinenti al funzionamento della Regione. Ad esempio, 6.312 milioni per la sanità, 250 milioni per il personale regionale, 406 per le aziende di trasporto pubblico, 609 milioni per le spese di tecniche della Regione. Insomma, tolte queste cifre che in sostanza servono per i servizi sanitari e per mandare avanti la "macchina", restano meno di 600 milioni di euro per gli interventi veramente destinati ai cittadini e alle imprese, in tutti i settori di intervento.
Contemporaneamente si apre un altro scenario altrettanto preoccupante. A causa dei ritardi del governo italiano, migliaia di imprese piemontesi non possono più accedere agli aiuti di Stato per le aree svantaggiate. La Commissione Europea ha infatti lanciato l'allarme sulla mancata presentazione a Bruxelles delle carte che devono essere approvate per il nuovo periodo di programmazione 2007-2013. Ormai solo più l'Italia e l'Olanda non hanno ancora presentato la nuova mappa degli aiuti di Stato, che consente di attribuire in ogni Regione sostegni alle imprese nelle aree più svantaggiate. Nel periodo 2000-2006, questa possibilità era prevista in gran parte della Provincia di Torino. 
Secondo la nota ufficiale di Bruxelles, la Commissione ha ormai dato il via libera a 24 mappe su 27, ultima quella relativa alla Francia. Invece l'Italia non potrà procedere alla distribuzione di tali fondi fino a che non si sarà messa in regola. Le carte avrebbero dovuto essere presentate entro il 31 dicembre 2006.
La Giunta regionale deve sollecitare il governo a presentare quanto prima le carte a Bruxelles. La presidente Bresso, in quanto coordinatrice delle politiche comunitarie per le Regioni, deve intervenire prontamente per superare questa impasse, che penalizza le imprese italiane e piemontesi rispetto alle altre concorrenti estere.

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